Diego Gitano

SIGILLUS | Laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia

Sigillus laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia Napoli

SIGILLUS | Laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia Se mi avete seguito nelle Stories sul mio account Ig @psicogitano in queste ore, avrete notato un termine che ha iniziato a vibrare tra le immagini dello studio e i panorami di Napoli: SIGILLUS. Non è solo il nome di un nuovo percorso;  è un invito a compiere un viaggio profondo all’interno di un laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia alla ricerca dei segni della propria autenticità. L’Etimologia: Il Piccolo Segno che Custodisce Per capire la direzione di questo lavoro, dobbiamo partire dalla parola che mi ha ispirato. Sigillus è il diminutivo del latino signum, ovvero “segno”. Letteralmente, è un “piccolo segno”. In passato, il sigillo aveva una funzione vitale e sacra: serviva a proteggere un contenuto, a chiudere un messaggio affinché restasse integro, e soprattutto a garantirne l’autenticità. Solo chi possedeva la matrice poteva apporre quel marchio; solo quel segno rendeva il documento vero e inalterato. Nel caos della modernità, abbiamo spesso smarrito i nostri sigilli personali. Corriamo il rischio di perdere la capacità di distinguere ciò che è autenticamente nostro dalle sovrastrutture che ci sono state cucite addosso. Sigillus nasce per questo: per ricercare i segni della nostra autenticità. attraverso un laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia. Tra Giordano Bruno e la Psicologia dell’Immagine Il richiamo filosofico più alto ci porta a Giordano Bruno e al suo Sigillus sigillorum. Per il filosofo nolano, i sigilli erano configurazioni simboliche, immagini della mente capaci di connettere l’infinito del cosmo al finito dell’uomo. Erano mappe per l’anima, strumenti per orientarsi nell’oscurità. Nel nostro laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia, utilizzeremo il potere degli archetipi, delle immagini e delle corrispondenze. Non lavoreremo solo con i pensieri, ma con le forme che affiorano dal profondo. Come facevano i sigilli antichi, cercheremo di dare forma a un’impronta interiore che protegga il nostro mondo interno e faccia emergere il nostro vissuto emotivo profondo. Perché un Laboratorio Esperienziale? Spesso cerchiamo di risolvere i nostri blocchi parlandone, ma le parole, da sole, a volte non bastano. Esistono territori dell’anima che non possono essere solo descritti, devono essere attraversati. Possiamo discutere di stabilità per ore senza mai toccare la sua radice; possiamo desiderare la sicurezza senza sentirla scorrere nel corpo. C’è bisogno di fare esperienza di alcuni stati in prima persona. Attraverso l’ascolto del corpo, l’espressione creativa e la relazione con gli altri, ci permettiamo di abitare lo spazio in modo nuovo. In un ambiente sicuro e professionale, il laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia diventa un cerchio protetto dove trasformare l’intuizione in esperienza tangibile. Ogni incontro di questo cammino sarà ispirato a un Elemento, inteso come manifestazione di una qualità essenziale dell’esperienza umana. Il Primo Incontro: L’Elemento TERRA Il nostro cammino inizia dalla Terra. Non c’è volo possibile senza radici solide. L’elemento Terra ci parla di sicurezza, stabilità e presenza: è il radicamento (grounding) necessario per non essere travolti dal vento del quotidiano. Dettagli del laboratorio: Tipo: Laboratorio esperienziale di gruppo tra psicologia e arteterapia Tema: Stabilità e Sicurezza (Radicamento in se stessi). Quando: Sabato 28 Marzo, ore 15:30 – 18:00. Dove: Napoli, presso lo Studio /hss. Fermata Piazza Garibaldi Conduzione: Diego Gitano, Psicologo abilitato e Arteterapeuta. Posti disponibili: Il gruppo ha un numero limitato di partecipanti per garantire la cura di ogni processo. Costo: €40 (materiali inclusi). La spesa sarà fatturata come prestazione sanitaria ed è quindi detraibile dalle tasse. Come partecipare La registrazione avviene tramite un modulo dedicato. Sarà mia cura ricontattarti personalmente su WhatsApp entro 48 ore per confermare la disponibilità e fornirti i dettagli logistici. [CLICCA QUI PER ACCEDERE AL MODULO E RISERVARE IL TUO POSTO] Conclusione: Il Tuo Segno Tracciare un cerchio è il primo atto di creazione. È il primo sigillo. Se senti che è il momento di smettere di parlare della tua vita e iniziare a farne esperienza, ti invito a unirti a noi in questo spazio. È tempo di andare alla ricerca del proprio segno. 

Percorso di gruppo: essere e diventare con gli altri | Diego Gitano

Percorso di gruppo, gruppo psicologico, terapia di gruppo.

Siamo e diventiamo con gli altri Esiste un sapere profondo, condiviso da molte culture e tradizioni, che riconosce nella relazione uno spazio essenziale dell’esperienza umana.Un proverbio africano lo esprime con poche parole: Umuntu ngumuntu ngabantu.Una persona è una persona attraverso le altre persone. Nel lavoro psicologico di gruppo, questa intuizione non rimane un’idea astratta, ma diventa esperienza concreta. Il percorso di gruppo è uno spazio relazionale in cui ciò che è individuale può prendere forma grazie alla presenza degli altri. Il gruppo come spazio relazionale Un percorso di gruppo non è una semplice somma di persone.È uno spazio relazionale condiviso, una cornice in cui l’esperienza si organizza nel tempo e nella relazione. Quando il gruppo è clinicamente e professionalmente condotto, la partecipazione non coincide con il fare o con il dire.La presenza, in sé, è già una forma di partecipazione. La presenza come forma di partecipazione Nel lavoro di gruppo è possibile stare ascoltando.Nel silenzio.Nell’osservazione. Non è necessario raccontarsi, spiegarsi o esporsi. La presenza corporea, emotiva e relazionale è sufficiente perché il processo possa avvenire. Questo rende il percorso di gruppo uno spazio rispettoso dei tempi individuali, in cui l’esperienza può emergere senza essere forzata. Il ruolo del corpo e dell’esperienza Il gruppo non è soltanto uno spazio di parola.È anche un luogo in cui il corpo ha cittadinanza. Attraverso il corpo, le emozioni e le risonanze relazionali, l’esperienza prende forma in modo integrato.Il lavoro di gruppo permette così di andare oltre una comprensione esclusivamente cognitiva, favorendo una consapevolezza incarnata e vissuta. Il gruppo come contenitore condiviso Un percorso di gruppo può diventare un contenitore relazionale:uno spazio sufficientemente strutturato e sicuro in cui ciò che emerge viene accolto, sostenuto e regolato dalla relazione e dalla conduzione professionale. In questo senso, la relazione non è uno strumento, ma il luogo stesso in cui il processo si svolge. Essere e diventare con gli altri Nel tempo e nello spazio delle relazioni, qualcosa si organizza.Non perché venga spiegato o interpretato, ma perché viene vissuto. Siamo e diventiamo con gli altri.Ed è spesso all’interno di un gruppo che questa esperienza può trovare una forma concreta, rispettosa e profondamente umana. Conclusione Il percorso di gruppo, quando è clinicamente ben condotto, offre uno spazio relazionale in cui la presenza reciproca sostiene il processo individuale.Un luogo in cui l’esperienza può essere abitata, nel tempo che le è necessario, senza richieste di prestazione.